La fragilità dell’uomo contemporaneo

Nella società odierna, caratterizzata da rapidi mutamenti e pressioni sistemiche verso l’eccellenza e la performance, la figura maschile si trova a sperimentare e vivere una fase di fragilità psicologica, incertezza e straniamento, potenzialmente indotta anche da altri molteplici fattori di stress che lo portano a vivere una condizione di insicurezza sociale.

La difficoltà percepita da un individuo che non si sente all’altezza delle aspettative della società, può essere declinata sotto molteplici punti di vista: da quello banalmente estetico – i giovani e splendidi modelli dal fisico perfetto e il sorriso accattivante sono una minoranza e l’uomo medio ne è piuttosto distante – a quello economico-lavorativo, che soprattutto nell’attuale congiuntura produce molti più vinti che vincitori.

Questa fragilità sociologica e questo spaesamento vengono ulteriormente acuiti dall’evoluzione dei ruoli e delle dinamiche nei rapporti di genere, che hanno portato la donna ad affermarsi in maniera più autorevole al cospetto dell’uomo, e quest’ultimo a percepire la necessità di adeguarsi alle crescenti aspettative dell’altro sesso, con tutte le difficoltà e incertezze che ne derivano.

L’emancipazione femminile e le sue ripercussioni sull’uomo si riflettono anche nell’ambito sessuale, dove il maschio contemporaneo può sentirsi sotto stress all’idea di doversi mostrare all’altezza delle “nuove pretese” della donna, nonché all’idea del confronto con i suoi precedenti partner.

Il sesso, croce e delizia nella vita dell’uomo

Alcune fasi della vita dell’uomo di oggi risultano decisamente tardive, dilatate e precarie rispetto a quelle dei propri genitori o nonni: l’età adulta, simbolicamente demarcata dall’ingresso nel mondo del lavoro, comincia più tardi e tra maggiori difficoltà, la stabilità di coppia è minore, si fanno meno figli e tendenzialmente in età più avanzata, la pensione è un traguardo che si allontana sempre di più. Tutto ciò incide, in diverse modalità a seconda delle fasi della vita, sulla stabilità emotiva e psicologica dell’individuo, nonché inevitabilmente sulla sua sfera sessuale.

Quest’ultima, che riveste una primaria importanza nell’ambito della salute psicofisica dell’individuo, risente inoltre di distorsioni e condizionamenti prodotti dalla sovraesposizione delle persone a stimoli sessuali in molti ambiti della loro quotidianità, e della proposta di modelli – dal “macho che non deve chiedere mai”, all’instancabile dongiovanni – poco confortanti e identificativi per la fragilità maschile moderna.

La necessità di un nuovo modello di uomo

Fragilità maschile: nell'immagine un uomo sui sui 40 anni sullo sfondo di una metropoli moderna

Data l’attuale condizione di fragilità psicologica ed emotiva dell’uomo, si assiste oggi ad un crescente desiderio di emancipazione dal modello dominante, di ridimensionamento della indotta e forzata necessità di mostrare e valorizzare ad ogni costo la propria virilità.

Emerge la necessità di un nuovo modello più “onesto e normale”, calato nel mondo reale anziché nei set, negli studi televisivi o fotografici; un modello che si discosti tanto dalla falsa perfezione estetica proposta dai media e dalla pubblicità, quanto dallo stereotipo machista del passato, lasciando maggiore spazio alle reali e personali specificità dell’individuo nonché alla sua sensibilità ed emotività. Un modello nel quale l’uomo di oggi possa appieno ritrovarsi senza, per questo, sentirsi meno virile.

Questo nuovo uomo, ben consapevole della propria imperfezione e stanco di soffrirla come una propria colpa, abbraccia il processo di de-mascolinizzazione (inteso come decostruzione del modello imposto) senza viverlo come uno svilimento della sua identità maschile né come un’abdicazione alla propria virilità, ma come atto di indipendenza e autodeterminazione. Il rigetto dei modelli dominanti può essere salutare anche per poter accedere a una sessualità più appagante, più libera da modelli precostituiti e condizionamenti di sorta, ma non per questo meno piena e soddisfacente.

Sentire il desiderio di emanciparsi dall’icona del maschio ideale non significa essere “meno uomo” ma accettare i propri “limiti” e vivere al meglio seguendo i propri reali desideri e attitudini invece che inseguire il miraggio di un modello imposto dall’esterno. Significa vivere la mascolinità in modo diverso, probabilmente più autentico e salutare rispetto alla disperata rincorsa di un irraggiungibile stereotipo di “perfezione” che genera ansie e frustrazioni.

Significa infine vivere la sessualità in maniera piena e appagante nonostante le possibili difficoltà, che l’uomo di oggi può superare in maniera più semplice rispetto al passato.