Per approfondire il tema riguardante i problemi di erezione, abbiamo intervistato il Prof. Emmanuele Jannini; Ordinario di Endocrinologia e Sessuologia Medica dell’Università Tor Vergata di Roma.

Professore, negli ultimi 20 anni nell’ambito della ricerca sull’impotenza sono stati fatti grandi progressi già a partire dal nome: quella che oggi chiamiamo disfunzione erettile, è una problematica curata sia farmacologicamente sia psicologicamente. È corretto?

Sì, esatto. Più di 30 anni fa, quando ero laureando in medicina, l’unica risorsa per ottenere e mantenere l’erezione era un’iniezione di prostaglandina direttamente nei corpi cavernosi che, oltre al dolore, rischiava di provocare incurvamenti o addirittura il temibile priapismo: l’erezione che non cessa se non con le cure del pronto soccorso.

La mia ostinazione nel voler studiare e risolvere una malattia come la disfunzione erettile, mi portò poi a scrivere una tesi sul ruolo degli ormoni nell’impotenza psicogena. Un’argomentazione che piacque molto, al punto da essere pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism: la più autorevole rivista degli endocrinologi americani e di tutto il mondo.

Considerando però che la disfunzione erettile oltre che sul fisico ha un impatto psicologico molto profondo sulla mente e sulla vita di relazione, ogni medico dovrebbe avere il dovere di supportare il singolo e la coppia attraverso il counselling; che è la prima terapia dell’impotenza.

In che cosa consiste il processo relazionale di counselling?

Viviamo in un’epoca dove l’apparenza inganna. Questo fa sì che nella mente dell’uomo si generino aspettative e atteggiamenti che non corrispondono alla realtà.

Questi falsi miti, come quelli che si generano facilmente dalla visione di materiale pornografico: erezioni eterne, eiaculazioni a comando e donne sempre disponibili in ogni situazione, e che vanno assolutamente sfatati. Come? Iniziando dalle basi:

    1. la fisiologia del sesso (cosa ci si dovrebbe aspettare a letto)
    2. la patologia (come ci si ammala di disfunzione erettile o di qualsiasi altra disfunzione sessuale)
    3. come funzionano e come si usano le terapie farmacologiche

Oltre a queste informazioni che incidono sulla mente del singolo e della coppia, va analizzato e discusso anche lo stile di vita; il principale fattore che porta alla disfunzione erettile: droghe fumo, alcool, cibo spazzatura e vita sedentaria sono i principali nemici della sessualità, sia nell’uomo sia nella donna. Spesso, modificando queste abitudini sbagliate si guarisce da molte disfunzioni sessuali e certamente si prevengono.

Un altro punto importante da toccare in ambito di counselling è relativo alla natura umana che tende ad affidarsi al fai-da-te, alla rete (il temibile Dottor Google!) oppure a medici di dubbia formazione o con formazione non specifica nell’ambito della sessuologia e della medicina della sessualità.

In questo modo non si interviene sulla problematica soggettiva del singolo individuo, ma si generalizza. Il risultato sono dosaggi sbagliati e inadeguati, non scelti e adeguati per la persona che ha un problema di erezione né per la coppia che si trova a dover gestire una disfunzione sessuale senza, di fatto, ricevere un aiuto mirato.

Il Prof. Emmanuele A. Jannini, Ordinario di Endocrinologia e Sessuologia Medica, Dipartimento di Medicina dei Sistemi - Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Presidente dell’Accademia Italiana della Salute della Coppia.

Cosa consiglia, di conseguenza, ad un uomo che si trova a vivere il “problema erezione”?

Sicuramente la prima terapia di tutte le disfunzioni sessuali è la “terapia della parola”.

Diffidate da medici che non chiedono e non ascoltano e, se siete in coppia, coinvolgete anche la/il partner in una consulenza lunga e approfondita con un professionista esperto nell’ambito delle disfunzioni sessuali.

Ricordiamoci che un problema di erezione (e in generale le problematiche sessuali), anche per le caratteristiche della sessualità umana stessa, hanno impatto sulla psiche, sulla personalità e sul comportamento del soggetto.

Fondamentale, anche perché sono un sostenitore dell’indissolubile connubio mente-corpo, è di conseguenza l’aiuto psicoterapeutico con operatori formati in psico-sessuologia (una nuova branca della facoltà di Psicologia, che apre nel prossimo anno accademico un corso di laurea dedicato proprio alla psicosessuologia, congiuntamente nelle università romane di Tor Vergata e Sapienza).

All’interno della coppia, però, come vengono percepiti i farmaci che aiutano l’erezione?

Il bisogno di discrezione di un paziente che ha una disfunzione erettile è ancora molto forte, anche perché la medicina viene vissuta quasi sempre dal partner come un’intrusa in camera da letto. Le erezioni così ottenute vengono (erroneamente) considerate come una personale mancanza di sex appeal.

In realtà il farmaco per funzionare ha comunque bisogno del desiderio e, anche per spiegare questo, l’approccio specialistico dovrebbe essere imprescindibile dalla terapia farmacologica: per capire in primis che un farmaco ha trasformato una malattia incurabile in sintomo trattabile, senza intaccare l’orgoglio maschile e femminile.

Ticket To Love, il francobollo dell’amore, può essere la rivoluzione in questo senso?

Data la sua particolare conformazione e rapidità di utilizzo lo è senz’altro! È un farmaco mimetizzato: un film orodispersibile da sciogliere sotto la lingua (dove sono presenti numerosi vasi sanguigni) che entra rapidamente in circolo.

Discrezione e rapidità oltre che versatilità, considerato che il Ticket to Love è disponibile in diverse modulazioni di dosaggio, una delle quali, addirittura, del tutto nuova. Adatto, di conseguenza, alla reale esigenza del singolo paziente.

Perché un uomo dovrebbe parlare delle disfunzioni sessuali al proprio medico, senza rimandare oppure far finta che il problema non esista?

Purtroppo è un comportamento molto comune quello di spostare il problema oppure non vederlo del tutto. E questo ha un impatto molto importante, poi, a livello sociale e relazionale, sia per chi è in coppia sia per chi non ha un legame fisso, come i sempre più numerosi single, di cui solo ora cominciamo a occuparci scientificamente.

L’erezione, l’orgasmo, l’atto sessuale in sé sono piacevoli, e molto, ma la sessualità lo è molto di più. Affidarsi a un professionista, che può prescrivere quando è utile e necessario l’utilizzo di un farmaco, significa riprendere le redini del proprio corpo e riconnettere la passione alla sua manifestazione fisica, recuperando però anche un elemento fondamentale per viverla pienamente: l’intimità.


Prof. Emmanuele A. Jannini

Ordinario di Endocrinologia e Sessuologia Medica

Dipartimento di Medicina dei Sistemi – Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Presidente dell’Accademia Italiana della Salute della Coppia